martedì 9 gennaio 2018

NEWS in LIBRERIA ♦ Di notte sognavo la pace di CARRY ULREICH

E' arrivato il momento di recuperare le ultime uscite in libreria, vi parlerò di un' uscita Longanesi che in occasione del Giorno della Memoria ci propone un racconto inedito della Shoah: il diario che Carry Ulreich – una fra le mille Anne Frank del Novecento europeo – ha segretamente tenuto a Rotterdam tra il dicembre del 1941 e il maggio del 1945. Riscoperto dai nipoti dell’autrice un paio d'anni fa, Di notte sognavo la pace è la straordinaria testimonianza di una ragazza costretta a crescere e formarsi negli anni più neri e terribili del secolo scorso.
L’inno pacifista di una fra le mille Anne Frank ci restituisce lo spaccato di vita di una ragazza ebrea costretta a crescere e a formarsi nel momento più terribile del Novecento europeo.


Di notte sognavo la pace
di CARRY ULREICH

Rotterdam; mercoledì 17 dicembre 1941
Prima del 1940 nel nostro laboratorio c’erano 17 persone, ma ormai non produciamo più confezioni, e papà lavora con una sola ragazza. Quanto durerà ancora? Gira voce che il 1° gennaio 1942 tutte le imprese tessili degli ebrei dovranno chiudere. Chissà, magari pure noi, anche se papà è sarto, solo che abbiamo un po’ di stoffe e probabilmente (anzi, credo quasi sicuramente) i crucchi le useranno come scusa.Già da qualche tempo (dalla « grande paura » del 3 ottobre) non ci sono più sparatorie, ma la settimana prossima c’è di nuovo il chiaro di luna, e sicuramente ricominceranno a sparare contro gli inglesi, che vogliono bombardare la Germania. Certe volte colpiscono anche Rotterdam e quando riescono a centrare qualche obiettivo i tedeschi si alzano in volo e lanciano bombe sulla popolazione civile. O almeno, così diciamo noi, che parteggiamo per gli inglesi, ma il giornale la pensa diversamente. Quante ne dicono. C’è sempre qualche aereo che è stato abbattuto. Tu ci credi? Io no.

Carry Ulreich è una giovane ragazza ebrea di Rotterdam che, come i figli di molte famiglie dell’epoca, gode di pochi lussi e libertà ma conduce una vita serena. Le sorti degli Ulreich cambiano totalmente nel 1941 quando i nazisti, a seguito dell’occupazione di Rotterdam, impongono alla popolazione ebraica una serie di rigorosi divieti. La requisizione delle biciclette e delle radio, la riduzione degli orari in cui gli ebrei possono uscire di casa, l’obbligo di indossare la stella di David, il divieto di esercitare molte professioni (tra cui quella del padre di Carry, che è sarto), l’imposizione agli studenti ebrei di frequentare scuole solo ebraiche.
Per aiutarli a evitare la deportazione, gli Zijlmans, una famiglia cattolica di Rotterdam, invitano Carry e la sua famiglia a nascondersi in casa loro. Comincia così la loro seconda vita, completamente in ombra, lontani dalla luce del sole. Con una visione critica e molto attenta ai dettagli, Carry Ulreich racconta nei suoi diari i disagi vissuti, le complicazioni affrontate e la paura per l'incombente minaccia presente al di fuori di quelle quattro mura. Una storia di convivenza forzata e della totale dipendenza da una famiglia cattolica, lontana dai loro usi e costumi. Un libro sulla capacità di convivere e proteggersi seppure divisi dalla religione per raccontare, attraverso una storia intima e commovente, una pagina di storia fondamentale per la contemporaneità.

CARRY ULREICH (1926), ora Carmela Mass, vive attualmente in Israele. Dopo l’arrivo delle truppe canadesi a Rotterdam nel 1945 rimase in città con la famiglia dove seguì le lezioni dei soldati della Brigata ebraica. Il giorno dopo aver finalmente conseguito il diploma, si sposò e si trasferì con il marito a Gerusalemme dove vive tuttora in compagnia di tre figli e più di sessanta pronipoti. Il 15 novembre 2017 ha compiuto 91 anni.

In libreria dal 18 gennaio 2018

NEW TALENTS ☕ Ali di sabbia di Vanna Ivone


Con qualche chiletto in più e le feste ormai finite si torna operativi! Torna anche la rubrica New Talents dove conosciamo gli autori emergenti, oggi ospito sul blog Vanna Ivone con il suo secondo romanzo Ali si Sabbia! Ma ora conosciamola meglio..


Ali di Sabbia 
di Vanna Ivone

  • pp 222 pagine prezzo 12,90 € Link Amazon
  • Editore: Youcanprint (12 agosto 2017)

In un paesino pugliese dove si respira l’Adriatico, Nicla, studentessa di marketing e scrittrice in una rivista di informazione olistica, sperimenta e racconta un’attrazione che la porta tra dune sabbiose, nel mezzo di una storia antica. A farle percepire il vento secco e polveroso del deserto per la prima volta è Corrado, l’editor della Universus. Nella vita di tutti i giorni, però, non si va tanto in profondità, a sondare legami che uniscono le anime, più che le persone. È durante un corso di Dance Vitae, in un luogo protetto dall’insegnante Diana e accarezzato dalle melodie di Bergersen, che Nicla e Corrado si scoprono e si riscoprono. 

Lei, infatti, è convinta di non poter provare vero piacere; lui di essere omosessuale. 

Ali di Sabbia è un romanzo di crescita e di trasformazione, in cui la relazione è al centro, con le sue infinite sfumature di ombra e luce. Le emozioni provate dai protagonisti, seppure contrastanti, aprono la strada a sentimenti capaci di travalicare lo spazio e il tempo, per riportare all’essenza.


Nicla lo bacia: la compassione che prova si espande tutt’attorno e si riversa su di lui, sui suoi occhiali da vista, sulle palpebre abbassate a proteggere le iridi di pece, sulla sua barba scura, sulla testa calva, sui suoi orecchini, sui tre anelli alla mano sinistra, su ogni tavolino del bar, sulle tazzine, sul bancone, sul cameriere ormai indifferente ad ogni manifestazione d’intimità, sugli astanti che chiacchierano, su chi legge il giornale, sui dolci glassati e sulle torte gelato presenti nel frigo, sul pavimento di granito, sul lampadario di murano, sulla vetrata della porta, sul marciapiede, sui ciliegi in fiore, sulla strada, sulle automobili che sfrecciano incuranti dei pedoni, sulle pozzanghere, sulla pioggia che scende, sulle nuvole grigie, sul cielo nero, sulle case e su chi è chiuso in casa, su chi cena e su chi sta andando a letto, su chi sta facendo l’amore, su chi porta a passeggio il cane, su chi getta la spazzatura, sulle campagne, sulle pietre, sui viottoli, sulla terra, sui paesi vicini, su quelli più lontani, sulle luci delle città, sul mare che cinge le coste, sulle colline che circoscrivono le pianure, sulle montagne che nutrono i fiumi… Sopra ogni particella di materia, Nicla sente sciogliersi il suo cuore.È innamorata.


Vanna Ivone ha ventisei anni e vive a Castellana-Grotte, in provincia di Bari. Ama leggere C. Castaneda, P. Coelho e i saggi di I. Sibaldi. Realizza abiti con tessuti naturali, nel tempo libero dipinge e segue un corso di psicologia transpersonale.
Ali di Sabbia è il suo secondo romanzo. A dicembre 2015, con CSA Editrice, ha anche pubblicato InEquilibrio, con cui ha partecipato al premio Campiello 2016



Curiosità
La copertina del libro è stata realizzata dalla stessa autrice; si tratta di un dipinto intitolato ‘Tambù’, come il piccolo villaggio del deserto costruito attorno al pozzo di cui si racconta nel libro.
Per la promozione, è stato realizzato un book-trailer con la danzatrice Beatrice Netti e il giovane Giuseppe Marseglia sullo sfondo di alcuni caratteristici luoghi pugliesi, tra cui il meraviglioso lido Marzà, a Monopoli, dove i giovani hanno girato le riprese all’alba.


CONOSCIAMO MEGLIO L'AUTRICE
·  Benvenuto/a su libri che porto con me, questo è il tuo momento, io e tutti i miei lettori vogliamo conoscerti meglio, raccontaci chi sei e come ti sei avvicinato alla scrittura?
Sono Vanna Ivone e i miei primi esperimenti di scrittura risalgono a quando avevo circa tredici anni. Ho sempre amato sondare l’animo umano, scavare a fondo per poi riemergere con consapevolezze nuove: prima di tutto, infatti, ho cercato dentro me. Non ho mai contato tutti i diari che ho scritto, erano diversi, ma me ne sono disfatta perché credo che non bisogna restare troppo attaccati al passato. Ora ho ventisei anni e, nonostante il mio percorso di formazione sia scientifico, adoro la scrittura sia come mezzo artistico e d’espressione, sia come strumento terapeutico. La considero una porta da attraversare per guardare in modo diverso noi stessi e anche per permettere agli altri di farlo.

·  Ora parliamo un po' del tuo libro...Quali sono gli argomenti principali che tratti in questa storia? E' rivolto ad un target in particolare?
Ali di Sabbia racconta di due giovani insoddisfatti del mondo ordinario che si avvicinano allo straordinario attraverso un corso di Dance Vitae, una disciplina olistica. Ma Ali di Sabbia parla anche di una donna frustrata per il fatto di non riuscire a provare vero piacere ed esprimere al meglio se stessa e di un uomo indeciso sul suo orientamento sessuale che, inaspettatamente, trovano rifugio l’uno nell’altra. Ali di Sabbia racconta di come niente accada per caso e mostra come lo scopo della vita sia quello dell’amore, e quindi della guarigione. I traumi e le ferite dell’infanzia e dell’adolescenza possono annichilire l’anima, ma un incontro speciale può riaccenderla. Ali di Sabbia racconta anche una storia appartenente ad un’epoca passata ambientata nel deserto: quella della vasaia Amani e del soldato Kaamil, che si muovono in modo simbolico come alter ego dei due giovani protagonisti Nicla e Corrado.

·  Perchè un lettore dovrebbe scegliere di leggere il tuo libro?
Il mio libro parla a chi vuole guardare le relazioni in modo nuovo, dove non c’è colpa e non ci sono colpevoli. Certo, ad amare spesso si soffre, ma dentro Ali di Sabbia le emozioni, anche quelle più buie, tracciano una strada che riporta a se stessi. E forse così si dovrebbe vivere ogni legame: come un mezzo di conoscenza di sé, certi che l’amore, se c’è stato, in qualche modo sottile rimane.

un semplice grazie!




domenica 31 dicembre 2017

RECENSIONE • Notti in bianco, baci a colazione di Matteo Bussola



Il nome di Matteo Bussola mi era sconosciuto  fino all'anno scorso, quando una mia cara amica mi invitò alla presentazione che fece l'anno scorso presso Macondo bibliocafè di Bergamo. Vi anticipo già che mi sono così affezionata ai suoi racconti tanto che ho inizato a seguirlo sulla sua amata pagina facebook, dove ancora adesso continua a scrivere episodi della sua vita. Ora però ve lo faccio conoscere anche a voi!

Il respiro di tua figlia che ti dorme addosso sbavandoti la felpa. Le notti passate a lavorare e quelle a vegliare le bambine. Le domande difficili che ti costringono a cercare le parole. Le trecce venute male, le scarpe da allacciare, il solletico, i «lecconi», i baci a tutte le ore. Sono questi gli istanti di irripetibile normalità che Matteo Bussola cattura con felicità ed esattezza. Perché a volte, proprio guardando ciò che sembra scontato, troviamo inaspettatamente il senso di ogni cosa. Padre di tre figlie piccole, Matteo sa restituirne lo sguardo stupito, lo stesso con cui, da quando sono nate, anche lui prova a osservare il mondo. Dialoghi strampalati, buffe scene domestiche, riflessioni sottovoce che dopo la lettura continuano a risuonare in testa. Nell’«abitudine di restare» si scopre una libertà inattesa, nei gesti della vita di ogni giorno si scopre quanto poetica possa essere la paternità.





Racconti di vita,  piccoli stralci di quotidianità che attraversano le stagioni e ci fanno conoscere una splendida famiglia, quella di Matteo Bussola. Dialoghi esilaranti con le persone che Matteo incontra tutti i giorni oppure con le figlie che crescendo ci fanno conoscere il mondo attraverso i loro modo buffo e gli occhi ingenui che solo i bimbi hanno. Il tutto si alterna a degli episodi che ti spiazzano, che fanno riflettere, il lavoro da freelancer, incontri quotidiani dal dottore, a scuola o in edicola.

 

"Nella mia vita insonne io sono: padre, figlio, amico, cuoco, chitarrista, giardiniere, disegnatore, amante, lavatore di piatti, costruttore di torri coi cubetti  e un mucchio di altre cose, tutti i giorni e non sempre in quest'ordine Ma ho scoperto che la prima cosa è l'unica che mi contenga per intero. Tutti i giorni imparo da quella e ogni lezione che imparo alimenta tutte le altre. Le mie figlie alimentano me e mi ricordano che essere padre significa vivere in bilico tra la responsabilità e l'abbandono, tra la forza e la tenerezza. E che questo vale per tutto"

Non é una storia banale  e nemmeno niente di ecclatante, ma semplice vita di tutti i giorni di un padre che ama le sue figlie e sua moglie. Una lettura piacevole che consiglio a chi ha bisogno di sorridere teneramente. L'autore anche se ha spopolato nel mondo di Facebook, è un padre umile che, al momento della dedica all'interno del libro mi ha ringraziata


Voglio salutarvi con un grande GRAZIE per avermi seguita, supportata, letta, fatto compagnia! Per il prossimo anno avrò una nuova filosofia con il blog ma che vi spiegherò con calma, tante idee e novità..nel frattempo vi auguro una bellissima fine di questo 2017 e un inizio ancora migliore! 


venerdì 29 dicembre 2017

NEW TALENTS ☕ La filosofia di Zorba di Francesca V. Capone


Buongiorno lettori, dopo abbuffate natalizie, malanni invernali e rimpatriate di famiglia, finalmente torno a scrivere sul blog con un bellissimo New Talent a mio parere, perchè gli autori emergenti non mancano mai! Si tratta di un libro che ho conosciuto tramite Chiara e Matteo di Libriamoci, mi ha subito colpita, dal titolo e dalla copertina ed infine la trama mi ha conquistata..La Filosofia di Zorba di Francesca V. Capone.



La filosofia di Zorba
di Francesca V. Capone

Data di uscita:2017
Pagine: 392
Copertina: morbida
Editore: Youcanprint Link al sito

CARTACEO
€19,90 Link Amazon


TRAMA:
Zorba è un gatto antipatico e geloso, ma è anche il protagonista di
un’importante metafora di vita, quella che Tom, professore di filosofia sui generis, sta cercando di spiegare a Valeria, studentessa all’ultimo anno di liceo classico. La filosofia di Zorba è chiara e semplice: smettila di avere paura e comincia a vivere le emozioni che ti scorrono dentro. Vale ci prova ma è inevitabile: odia Massi e, purtroppo, la cosa è reciproca. I due ragazzi, tra alti e bassi, e grazie all’aiuto dei migliori amici Amy, Marti e Marco, riusciranno ad avvicinarsi. Complice anche una passione in comune: il sogno di diventare grandi scrittori. In un clima di amore/odio, si troveranno a dover partecipare insieme a un concorso letterario indetto dalla Golden Feather, una delle accademie d’arte più prestigiose del paese. Vale e Massi metteranno da parte le loro emozioni per raggiungere il
sogno più grande? Vale riuscirà, trovando il vero significato della metafora di Zorba, a scavare dentro di sé e a credere finalmente nell’amore?

mercoledì 20 dicembre 2017

RECENSIONE • Miracolo di Natale di Alessio Pezzotta


Sono sempre i libri di storia vera che segnano di più. Oggi vi parlo di natura, di montagna, la storia di Alessio Pezzotta di Bergamo che ha vissuto dei momenti intensi sulle sue amate vette. Si intitola Miracolo di Natale anche se non è una vera e propria storia natalizia, ma si tratta comunque di una vicenda miracolosa accaduta in  un periodo in cui per chi è fedele è facile attribuirla al Natale!


Miracolo di Natale. Sopravvissuto 10 ore sotto una slavina.
di Alessio Pezzotta

L'Alpe editrice
pp170



18 dicembre 2014: una storia vera...

Una normale salita invernale con meta una montagna come tante: il Pizzo dei Tre Signori in alta val Brembana. Eppure la morte attendeva silenziosa di ghermire la sua vittima. Solo la fortuna, la bravura e la tenacia dei soccorritori prima, e dei medici poi, nonchè un vero e proprio Miracolo di Natale, hanno reso possibile che venisse raccontata da chi e scampato per un soffio ad una morte certa.

Pizzo Tre Signori 2.554mt

"Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono”. diceva William Blake, le emozioni, le viste mozzafiato, la fatica ma con una grande ed inestimabile soddisfazione finale. E' questo che la montagna ci regala ma a volte capita di tralasciare qualche minimo dettaglio che irrimediabilmente risulta fatale. In questo racconto ripercorriamo l'uscita del 18 dicembre 2014 di Alessio Pezzotta  con i suoi con due compagni d’ascensione Gigi e Oscar,  salendo lungo il versante bergamasco del Pizzo Tre Signori, una splendida montagna delle Alpi Orobie a 2.554  metri di quota che costituisce punto di incontro di tre provincie lombarde: Bergamo Como e Sondrio. Il percorso è di difficoltà blande d’estate ma con la neve può risultare un po' più impervio, e se ha nevicato da soli due giorni gli imprevisti non vanno presi sottogamba. 


Morire sotto un cielo stellato...a suo modo poetico, meglio che in un triste letto d'ospedale? Non so, sapevo che avrei voluto andarmene da lì, ora più che mai, la situazione, la posizione, tutto quanto ormai mi era troppo scomodo e fastidioso, insopportabile, non ne potevo più, ma purtroppo di uscire non c'era mezzo..


Durante la salita iniziano a trovare neve ma uno dei tre compagni non avendo ciaspole ed attrezzatura adatta decide di tornare indietro, dopo poco anche il secondo viste le condizioni della salita decide a sua volta di tornare indietro ma Alessio non può rinunciare alla vetta ormai vicina. La situazione si fa critica quando ormai solo una slavina lo travolge restando sepolto per dieci ore. Angoscia, suspance, terrore, la fine. E' questo che ci scorre tra le righe, attraverso le parole di Alessio, dei suoi compagni, dei soccorritori, e di chi lo aspettava a casa, sua moglie. Pezzotta ha deciso di scrivere la sua storia come insegnamento perchè gli altri non ripetano lo stesso errore ma anche per "una questione di fede" perchè un miracolo del genere può accadere solo se c'è qualcuno lassù che ti aiuta. Un vero e proprio miracolo di Natale.

Una storia vera che racconta di un'esperienza che mi ha toccata ed emozionata ai limiti della sopravvivenza, passo dopo passo mi ha fatto capire che è bello conoscere la montagna ma non bisogna mai darle confidenza, la montagna non è un killer ma ha le sue leggi da rispettare ed è nostro il compito di comprenderle per apprezzare al meglio le sue meraviglie



Potete trovare il libro disponibile a questo link. Purtroppo non so se è possibile reperirlo su altri siti. Spero che questa recensione vi sia stata utile! Conoscete altri libri di questo genere? Lasciatemi i dettagli nei commenti qui sotto...A presto!

lunedì 11 dicembre 2017

SPECIALE NATALE 🎄 Il regalo perfetto!


Buongiorno lettori belli è un po' che non vi scrivo! Ma non la sentite l'ansia? Mancano 14 giorni a Natale, e se ancora non avete idea dei regali da fare ai vostri cari, tranquilli c'è sempre tempo!!
Vi avevo già postato alcuni consigli dedicati agli amanti dei libri (trovate il post qui), oggi invece vi voglio far conoscere dei cofanetti che trovo un'idea davvero splendida per fare bella figura ma anche spendendo poco, e perchè no, magari anche un bellissimo regalo per voi stessi! Vi lascio anche altri cofanetti, un po' più costosi che risultano essere un vero e proprio gioiello per gli amanti della lettura o di un autore in particolare!

Sto parlando dei cinque cofanetti "Regalo perfetto" editi da Newton Compton Editori, contengono tre libri ognuno e si dividono per generi, perfetti e personalizzati! Si trovano nelle librerie oppure online, vi ho lasciato i link sotto ad ognuno. Ecco quali sono:

1. Per gli amanti del Natale.
Ecco un cofanetto che farà impazzire tutti quelli che hanno lo spirito del Natale che gli scorre nelle vene! Tre storie natalizie che scalderanno il cuore anche al più Scrooge di tutti. (€8,42 su Amazon)

Cofanetto Regalo Perfetto Natale


-Natale a Notting Hill


-Natale da Chanel


-Natale sotto la neve







2. Per gli amanti del Mistero.
Intrighi, misteri che riguardano la storie del passato, segreti...sono tutti gli ingredienti che contiene questo bellissimo cofanetto! (€9,70 più spese su Amazon)

Cofanetto Regalo perfetto Mistero

-Il settimo manoscritto

-Cospirazione Monna Lisa

-La mappa della città morta




3. Per gli amanti dell'Adrenalina.
Il male è dietro l'angolo! Questa è la frase che cita la cover di questo cofanetto che terrà con il fiato sospeso il lettore. (€9,57 più spese su Amazon)

Cofanetto Regalo Perfetto Adrenalina


-A un passo dall'assassino

-Apparenti suicidi

-Il silenzio della morte





4. Per gli inguaribili romantici.

Tutta colpa del cuore, che ci fa provare sentimenti. Ma non è sempre un male! Ecco tre bellissime storie che vi faranno battere il cuore. (€8,42 su Amazon)


Cofanetto Regalo Perfetto Batticuore


-La distanza tra me e te

-È solo una storia d'amore

-Ritorno a Parigi





5. Per gli amanti del Thriller.

Tre storie di suspance, tre diverse indagini tutte ad alta tensione all'interno di questo cofanetto da brivido!  (€8,42 su Amazon)


Cofanetto Regalo Perfetto Brivido


- Il gioco del male

-Un delitto quasi perfetto

-Una fredda mattina d'inverno.








Che ne pensate di questi cofanetti? Io ho già qualche pensierino su chi assegnarli!! Fatemi sapere quali sono le vostre idee regalo per questo Natale, sono curiosa, magari prendo ispirazione! 







lunedì 23 ottobre 2017

INTERVISTA ❆ Francesca Lizzio


Oggi ho un 'ospite speciale sul blog! L'autrice di Fiore di Cactus edito Panesi edizioni è stata così gentile da rispondere alle mie domande, siete pronti a conoscerla? Io la adoro! E voi avete qualche domanda da farle? Scrivetemi la vostra curiosità nei commenti qua sotto! 



Ciao Francesca, benvenuta sul mio blog, sai devo confessare che ti seguo da un po', come blogger. Subito sono stata attratta dal nome che hai dato al tuo blog “cuore di cactus”; una metafora che trovo bellissima! Poi ho scoperto che da quel blog, da quel groviglio di pensieri, è nato “Fiore di cactus” … non ho potuto fare a meno di leggerlo! Ma ora sono davvero curiosa, vorrei tanto farti qualche domanda, sono lieta di farti conoscere ai miei lettori!

So bene che non è sempre facile parlare di sé stessi per questo ti chiedo solo 3 aggettivi o elementi che ti rappresentano.
Il dramma è che mi riesce difficile anche a queste condizioni! Non so descrivermi, se ci provo finisco col dire cretinate. Tipo che ho perennemente le occhiaie, dei capelli anarchici e non so come ignorare l’imbarazzo davanti ad una fotocamera. Recentemente mi hanno detto che somiglio ad Audrey Hepburn, io ho risposto che si sarà rivoltata nella tomba. Comunque, vediamo… bé, sono un cactus.

Come già detto prima so che scrivi in un blog e che hai già collaborato con Panesi Edizioni per un’antologia, penso che scrivere sia come dare vita ad un figlio, ma cosa significa per te scrivere?
E’ proprio così. Un paio di settimane fa il romanzo è stato a “Libri in Baia” fiera dell’editoria che si è svolta a Sestri Levante, e vederlo lì in mezzo a tutti gli altri libri mi ha fatto sentire come una madre che guarda suo figlio andare a scuola per la prima volta. E anche se una parte di me ci scherza su, mi sento veramente così. Sto in pensiero per lui, spero che venga compreso e apprezzato così com’è, per quello che è (ovviamente so che non può piacere a tutti ciò di cui scrivo, è normale e giusto).
Scrivere mi fa stare bene e se può far star bene anche qualcun altro, ne sono felice. Mi aiuta a rimettermi in sesto, a tenere alla larga le mie paure. Non mi sento mai sola quando scrivo.  

Ora entriamo un po' nel tuo romanzo “Fiore di cactus” dove le emozioni vengono nascoste, private della loro libertà. Un argomento molto attuale, quanto ti appartiene?
Abbastanza, mio malgrado. E’ qualcosa che però ho deciso di combattere, per il mio bene.
Purtroppo capita a chiunque, ci si ritrova a fare i conti con un’altra delusione, un altro dolore e allora nasce in noi il bisogno di tornare a stare bene anche a costo della propria libertà. Ci illudiamo che così saremo al sicuro, nessuno potrà più farci del male, ma nel profondo di noi stessi sappiamo che non esiste una garanzia simile. Tra l’altro, che gli altri capiscano questo meccanismo di difesa è più un miracolo che la normalità.
Purtroppo oggi non si rischia, si preferisce restare nascosti nel proprio guscio, perdere occasioni e persone. Convivere col dubbio che avremmo potuto essere felici, rimpiangere di non averlo scoperto, di non esserci venuti incontro. Secondo me è qualcosa di una tristezza indescrivibile.

All'interno del libro troviamo tantissimi rimandi a canzoni bellissime (che per la maggior parte adoro, altre non le conoscevo e sono andata ad ascoltarle!) sintomo che la musica sia una parte molto importante della vita di Sara. Lo è anche per te? Sono le tue canzoni preferite?
Adoro la musica, è una parte fondamentale della mia vita. C’è sempre quando non trovo le parole o quando parlare mi sembra inutile.
Ho scelto quelle canzoni perché le ho sentite perfette per Sara, anche se mi piacevano ancor prima di scrivere il romanzo e alcune si, sono tra le mie preferite.

C'è un aneddoto particolare o divertente che ti è successo durante la stesura del libro? Ce lo racconti? Adoro conoscere i retroscena!
Ho iniziato a scrivere questa storia per caso ma alla fine ho trascorso undici mesi in uno stato di quasi totale clausura, perché qualcosa dentro di me mi ordinava di scrivere e di pensare alla storia quando non scrivevo. In quel luogo ignoto dentro di me era già tutto chiaro, anche se non ne ero consapevole. E’ stata Sara a farmelo capire, a poco a poco, addirittura ancor prima di iniziare il romanzo, ovvero quando ho scritto il racconto breve che poi è stato inserito nell’antologia a cui hai accennato prima.
Mi sono trovata in uno stato di stupore e meraviglia, ma più mi avvicinavo alla fine, più avevo paura. Non sapevo cosa avrei fatto dopo, cosa sarebbe successo. Sapevo soltanto quale sarebbe stata la fine della storia, ma mi sono decisa a metterla nero su bianco dopo del tempo, perché provavo già nostalgia.

Parlami dei tuoi lettori… chi sono? Chi è stato il primo a leggere il tuo libro?
Sono ragazze come te, come me. Ognuna di loro ha una storia da raccontare, custodisce qualcosa nel cuore e non sempre riesce a trovare le parole per spiegarlo agli altri. La prima persona che ha letto il libro è stata chi mi ha praticamente scoperta, che cito anche alla fine della storia nei ringraziamenti. Questo ragazzo risponde con modestia ogni volta che gli ricordo che è solo grazie a lui se la storia è diventata un romanzo, ma io me ne frego e continuerò sempre a pensarlo e a spiegarlo a chi me lo chiede. Lui ci ha creduto tanto, da subito, mi ha praticamente supplicata perché all’inizio avevo una paura gigantesca, ho temporeggiato. Ancora oggi stento a credere che questo libro esista davvero, è stato un sogno per così tanto tempo che quando lo sfoglio mi sento stranissima. Insomma, se ho trovato il coraggio è stato grazie a lui e a tutte le persone che mi sono state vicine, naturalmente.

Leggendo di te ho scoperto che abbiamo in comune l'amore per Giulia Carcasi e Banana Yoshimoto. Che cosa ti colpisce di queste grandi autrici?
Riescono sempre a trovare il punto, a colpire lì dove è necessario colpire per far si che riesca a capire me stessa, per far si che riesca a sentirmi meno stramba. Riescono a farmi sentire compresa e protetta.

Ed ora una domanda difficile…che cosa vorresti fare da grande?
In verità, nonostante abbia venticinque anni, ci sono delle volte in cui mi sento in ritardo per porre a me stessa questa domanda. O stupida, dato che in Italia non puoi avere né aspettative né sogni. Però io non sono una che si arrende e anche se è difficile, anche se qualche volta mi sento l’universo contro, voglio soltanto essere felice. Vorrei un lavoro stabile, che non mi faccia sentire una schiava illusa e sottopagata, vorrei avere la certezza che le parole non mi lasceranno mai (perché in realtà convivo con questa paura) e vorrei costruirmi una famiglia, un giorno. Ultimamente mi chiedono “Vuoi fare la scrittrice, quindi?” o dicono che lo sono già, e lì mi trasformo in una specie ibrida di cactus-peperone. Sono in pochi a poter vivere di parole, di sicuro non rientrerò mai in questa cerchia ristretta. Quindi: vorrei essere felice a modo mio.

Una domanda che hai sempre sognato ti facessero? (Con risposta ;P )
Nessuno ha mai fatto cenno alla tematica del bullismo, affrontata in poche pagine ma comunque fondamentale nella storia di Sara. So che è un argomento delicato, eppure qualche parola vorrei spenderla. Quindi, quanto determinate esperienze dolorose incidono sul presente e sul futuro di una persona?
Le persone che hanno vissuto certe cose nella loro vita, si riconoscono subito se si presta attenzione. Ci sono delle caratteristiche nei loro atteggiamenti e nelle parole che usano che non lasciano spazio al dubbio. Sara è una di quelle e l’aver provato sulla sua pelle certe esperienze, è qualcosa che ha contribuito a renderla la ragazza disincantata che è. Ha imparato a difendersi in quel modo spigoloso e infrangibile perché in passato si è aperta agli altri, ritrovandosi maltrattata e ferita. Per rialzarsi non ha trovato altro modo che cambiare. Eppure le persone come lei, nonostante il tempo passi, nonostante le loro vite siano ormai diverse, nonostante siano riuscite a superare quei momenti, qualche volta hanno ancora paura. Hanno paura perché qualche volta si sentono fragili e indifese come allora, perché temono che certe esperienze possano ripetersi e che stavolta non riusciranno a superarle. Certe cose ti marchiano e restano dentro di te per tutta la vita e gli altri, per leggerezza o per insensibilità, non sempre lo capiscono. Le paure hanno radici profonde e antiche e per estirparle occorre imparare a conoscerle. Come? Con pazienza e amore, semplice. E lo è per chi capisce di cosa parlo.

Infine salutaci con la tua citazione preferita ♡
Eh, magari ne avessi soltanto una!
Ti lascio con l’ultima canzone che ho ascoltato oggi, “Scivoli di nuovo” di Tiziano Ferro, tra l’altro una delle mie preferite.

Grazie per la tua gentilezza!
A presto

Grazie a te!!!







RECENSIONE • Fiore di cactus di Francesca Lizzio

Buongiorno lettori oggi vi farò conoscere un altro dei libri che mi hanno accompagnata nelle mie vacanze. E' stato un compagno perfetto, fresco e pieno di sentimento. Si tratta di Fiore di Cactus edito Panesi di Francesca Lizzio che forse conoscerete già per il suo blog Cuore di Cactus




Fiore di Cactus 
di Francesca Lizzio

Lunghezza stampa: 190
Editore: Panesi Edizioni (20 marzo 2017)

Sara è una ragazza timida, intelligente, con la battuta sempre pronta, eppure nasconde la sua fragilità sotto un'armatura. La vita l'ha resa cinica e amara. Un giorno conosce Andrea, un ragazzo attento e gentile che con smisurata pazienza riesce a farsi spazio nella sua vita. Sarà lui a indurla a rimettere in discussione tutto quello in cui crede. Sara così ripenserà al percorso che l'ha resa la donna che è, si chiederà se riuscirà più a lasciarsi amare, se certe paure potranno essere sconfitte o se invece non ci sarà più nulla da fare. Se una come lei merita una seconda occasione. Perché anche un cactus ha un cuore, ha solo bisogno di qualcuno che creda in lui e non abbia paura delle sue spine.



Io comunque ormai sono scostante, non so fidarmi, non so aprirmi, mi mostro peggio di quella che sono così nessuno si affeziona, nessuno ha la pazienza di scoprirmi e chissà se ne vale la pena.



Emozioni intrappolate, private della loro libertà. Ma è il cuore a decidere, è lui che sceglie di proteggersi con delle spine così come un cactus. Questo è il cuore di Sara, una ragazza ventenne che possiede un passato tagliente, che l'ha ferita lasciandole dei segni che l'hanno costretta a ripararsi. Quando Andrea piomba nella sua vita tutto sembra andare per il verso giusto, e finalmente Sara riesce a sentirsi bene. E' proprio in questo istante che inizia ad avere paura. Riuscirà a sbocciare questo bellissimo fiore di cactus? O continuerà a proteggersi con le sue spine?

Sì i cactus. Mi piacciono le cose che sorprendono. Quelle che magari a guardarle non sono nemmeno belle, non ti ispirano grandi aspettative, ma che invece nascondono un potenziale. Come i cactus, appunto. Non sono belli, però tra le loro spine possono nascere frutti e fiori.

I personaggi sono belli, veri, pieni di difetti, come quelli che piacciono a me perchè ci si riesce ad immedesimare alla perfezione. Il passato di un'adolescente può segnare il suo percorso tanto da crearsi una corazza per paura di soffrire di nuovo. So bene cosa sia il bullismo e vivere con il terrore che qualcuno si prenda gioco di te per qualcosa o qualcuno che non sei veramente. (QUI la mia esperienza se vi va di conoscerla)

La sensibilità e la timidezza non sono una debolezza. La vera debolezza è adeguarsi e non ribellarsi, essere indifferenti a chi ha bisogno di aiuto, accettare che le cose vadano in un unico modo per paura, perchè non si ha il coraggio di essere se stessi, In queste circostanze bisogna fare appello ad una forza che magari ancora non si possiede, stringere i denti fino alla fine e non arrendersi mai perchè questi esseri non aspettano altro. Che pensino e dicano di noi quello che vogliono, soltanto noi sappiamo chi siamo veramente. Non bisogna dare potere a questi mostri, dentro sono vuoti e privi di spessore. Non sono nessuno. Bisogna chiedere aiuto agli adulti, perchè per fortuna di persone intelligenti ne esistono ancora. 

Ma come dice Andrea non possiamo privarci di qualcosa solo per paura che vada male..un amore un'amicizia. Amare e lasciarsi amare è il segreto. Lui fa un piccolo esempio raccontando che da piccolo avrebbe tanto desiderato avere un cane ma i suoi genitori non glielo comprarono per paura che si affezionasse troppo e che di conseguenza soffrisse. Bè devo ammettere che ho pensato per giorni a questa frase.

Le ambientazioni, la nuova casa, la libreria, il locale, sono bellissime ed incorniciano alla perfezione la storia. Molto particolari le pagine di diario finale, una specie di flusso di coscienza, senza delle precise definizioni temporali che ci fanno entrare nel cuore spinoso della protagonista, scoprendolo. Molte le frasi che ho sottolineato in cui mi sono ritrovata, quello che spero sempre di trovare in un libro: me stessa, per capirmi, per conoscermi.

Una storia semplice che vi consiglio di cuore!

Non so se ne sarò all'altezza, ma forse ci andrò vicino: finalmente ho capito. Tardi, ma ho capito. Amare significa credere, nonostante tutto, al meglio che c'è nell'altro. Significa credere nell'altro, nonostante tutto.

Ecco la Playlist di Sara che ho creato, se vi va potete seguirla, mi farà molto piacere! Io la adoro e ho scoperto anche nuove canzoni bellissime ❤